Mobility: White Paper (introduzione)

Mobility: White Paper

I problemi attuali della Mobilità sono – ovviamente – gli stessi del contesto nella quale essa si inserisce: la Smart City.

La differenza è che mentre per l’ambito Smart City sta nascendo una riflessione critica (rispetto alla mancanza di risultati effettivi), nell’ambito della Mobilità si continua imperterriti ad andare avanti sulla attuale strada (che continua a non fornire risultati positivi).

( problem )

Ovvero oggi

si continua a procedere
CON LA STESSA FORMA MENTIS, LO STESSO PARADIGMA
CHE HA PRODOTTO I PROBLEMI CHE SI VOGLIONO RISOLVERE
(congestione del traffico, inquinamento, pericolo per pedoni, ecc)

Ciò fondamentalmente a causa  dei seguenti fattori  (nei confronti dei quali il progetto LiteMotive fornisce una risposta – Vedi Sito ).

1) l’incapacità di individuare le reali cause dei problemi della Mobilità (delle Città)

Tali cause sono situate a monte dei problems che vengono presi in considerazione oggi. Questo difetto di fondo porta i progetti ad essere fine a se stessi (essi non portano, come dovrebbero, reali benefici alle persone). Ad esempio, è l’automobile in sé ad essere incompatibile con la città, per dimensioni, massa (pericolosità), consumi, ecc …

2) l’equivoco sul concetto di Innovazione

Innovazione non è miglioramento: Innovazione è un cambiamento radicale dell’esistente (un salto nell’evoluzione lineare del processo di miglioramento). Attualmente si continuano a sviluppare progetti che si basano su fattori che sono in realtà le cause primarie del problema che si vuole risolvere.

E contemporaneamente si ricade in equivoci:

sulle finalità dei progetti: oggi si progetta la mobilità per le automobili, e non per le persone (per i non-automobilisti).

I progetti dovrebbero  essere mirati a soluzioni che soddisfino bisogni sul piano “umano”; e non che soddisfino – come avviene ora – le mire di persone ed istituzioni coinvolte nel progetto (oggi si mira all’eccellenza nelle capacità “ingegneristiche” dei progettisti).

Il focus deve essere non sulle tecnologie, ma sul “fattore umano”: le tecnologie sono solo uno strumento per sviluppare soddisfazione dei bisogni dei cittadini.

sul concetto di sostenibilità: sostenibilità è anche utilizzare  minime risorse per ottenere il massimo risultato.

Da questo punto di vista, tra le altre cose, oggi non si è in grado ti prendere in considerazione il fatto che le tecnologie consumer  sono molto più efficaci di quelle hi-tech, ed hanno costi irrisori:  sono già presenti – a costo zero per la collettività – sul territorio (sono in tasca o in casa/ufficio dei Peer), sono producibili (o assemblabili) a livello locale, in modalità Industry 4.0 (con grande vantaggio per le economie locali), e sono gestibili da personale “non qualificato”

3) mancanza di una Vision di quale sia lo scenario che si vuole realmente ottenere

Le scienze legate a Mercato – e alla Politica – mostrano inequivocabilmente  come non sia possibile definire strategie vincenti senza avere, a monte di tutto, una chiara Vision di come possa essere lo scenario indotto dall’introduzione di una soluzione. Ciò è scritto anche sui testi antichi (Proverbi, 29:18) “Where there is no Vision, the people decay”: oggi manca del tutto una Vision su come debbano essere le Città nel prossimo futuro.

Ovvero, paradossalmente, si sviluppano Progetti senza avere un Vision del risultato generale che è necessario ottenere: una Città a misura d’uomo (che “funziona” prima per gli esseri umani che per gli elementi della Mobilità).

Senza Vision non ci sono Valori, non c’è una direzione, non c’è futuro per le soluzioni. Si gira in tondo – come appunto accade oggi –  con processi fine a se stessi che finiscono immancabilmente per mancare un minimo obiettivo di migliorare la Mobilità (Mobilità sostenibile significa per lo meno la possibilità di  possibile muoversi  “da porta a porta” – compreso il parcheggio – in tempi concorrenziali con la bicicletta).

Sostanzialmente quindi è necessario attuare un vero cambiamento: ossia si tratta di

ripartire ridefinendo, a monte di tutto,
il paradigma della Mobilità

(questione della quale tanto si parla, ma per la quale, in concreto, nulla viene fatto)

La nuova Vision deve tener conto, tra le altre cose, dei cambiamenti in atto nella Società e nel Mercato: sostanzialmente dalle opportunità offerte nuovi trend tecnologici e sociali (che non sono un’opzione: sono una impellente, ineluttabile richiesta di cambiamento dal basso).

Ovvero è necessario, a monte di tutto, prendere in considerazione fattori come   la dimensione post-industriale – Industry 4.0, Makers, ecc …. – in cui siamo (oggi si ragiona ancora nei termini dell’Era industriale); o l’evoluzione del rapporto delle persone con “il Sistema”: l’era del Crowd nella quale si sostituiscono parte delle modalità bottom up di governance con forme di partecipazione del Crowd a progettazione e gestione della “cosa pubblica” (nel caso della Mobilità molto si può fare in questa modalità: una Vision chiara e convincente crea consenso, e partecipazione; e quindi economie, efficienze, ecc … ).

Verso una soluzione

Nel modo attuale di procedere, paradossalmente, si ha una situazione lose-lose: da un lato la Politica perde consenso, ed il Mercato perde l’occasione di sviluppare veri business  (si tenga conto che sono terminati gran parte dei finanziamenti degli Enti pubblici). E dall’altro lato i cittadini vivono in Città sempre più invivibili.

Se si vuole cominciare a sviluppare soluzioni effettivamente efficaci  è quindi necessario, a monte di tutto, dotarsi di

una nuova Vision di una Città a misura d’uomo
(nella quale si recuperi la perduta dimensione umana).

Ovvero è necessario ridefinire dalla base le strategie di Mobilità – e di Smart City (le modalità  sono illustrate  nei documenti relativi all’iniziativa “Uno smart-approach per le Smart Cities”;  e nel progetto LiteMotive)

Nelle nuove strategie è necessario  abbandonare

  • l’attuale approccio progettuale delle Smart Cities tecno-centrico (adottandone uno human-centered), fortemente “dall’alto” (paradossale in un’era in cui i valori fondamentali sono prodotti dal crowd-sourcing) e basato su “alti investimenti (ovvero su “ingenti finanziamenti” dall’alto, che in questa dimensione di crisi “permanente” non possono più arrivare).

Ed abbracciare una nuova direzione … nella quale .. si prendono in considerazione .. in primo luogo .. andando oltre equivici ed omissioni ..

  1. Sia dal punto di vista del prodotto .. che dei processi di progettazione e produzione … (si definisce una Vision del nuovo scenario post-industriale, fatto non solo di un Mercato radicalmente nuovo, ma anche di nuove abitudini di vita delle persone – e si pone particolare attenzione alle modalità di “produzione” della tipologia Makers, indicando anche strade di sviluppo del trend e prodotti specifici). Industry 4.0 …

Alcune cause del fallimento dei nuovi Progetti di Mobilità

■■ Il primo punto da affrontare: è necessario definire una Città per le persone: oggi si modificano le Città in funzione delle auto per favorire “il traffico”. II progetto LiteMotive dimostra come sia possibile passare da Città impostata sul  traffico, ad una città a misura d’uomo.

E’ quindi necessario andare ad affrontare le cause del problema attuale della Mobilità, che sono, tra le alte:

 l’ostinarsi nel mantenere la “dimensione automobile” alla base della Mobilità: seppure sotto forma di nuove declinazioni, rimante comunque il concept dell’automobile. Sia come prodotto in sé (con le caratteristiche della massa, dei consumi, ecc …) sia dal punto di vista della  produzione (ci si basa sempre sulla “produzione industriali”, sebbene oggi il settore sia stato rivoluzionato dalle modalità Industry 4.0).

Ingenuamente oggi si mantiene l’elemento di base della Mobilità del ‘900, l’Automobile: e si modificano le Città in funzione dell’auto (nuove autostrade all’interno della città, parcheggi sotterranei; spese enormi con soldi letteralmente buttati via poiché si tratta di progetti intrinsecamente insostenibili: i percorsi urbani rimangono lenti, l’inquinamento elevato – e la Città non ritorna ad essere vivibile .

Si cerca nascondere il problema dell’insostenibilità dal punto di vista ecologico spostando (con un trucco) il problema della produzione dell’energia lontano dall’auto: le auto elettriche ottenute “elettrificando” le automobili tradizionali sono intrinsecamente altamente inefficienti, e consumano comunque energia prodotta dalla combustione di carburante fossile (nelle centrali tempo-elettriche), o energia nucleare.

La soluzione può emergere solo quando ci si allontana dalla dimensione automotive – come è illustrato nel progetto LiteMotive – per intraprendere un nuovo percorso basato su veicoli radicalmente nuovi, sviluppati attraverso le metodologie Industry 4.0 (con produzione possibile  a livello locale con factory del modello makers, o da fabbriche cacciavite).

Nella nuova dimensioni i mezzi possono anche uscire dalla trappola delle normative attuali (e degli alti costi fiscali: assicurazione, bollo, revisioni, ecc …).

 operare sulla falsa alternativa tra trasporto Pubblico e Privato: il problema è che entrambe le vie sono perdenti. Il Trasporto pubblico è intrinsecamente inefficiente: non sarà mai in grado di portare in modo efficiente una persona da porta a porta. Il mezzo privato ha alcune caratteristiche che lo rendono inadeguato per spostamenti efficaci (esempio: percorsi misti),

 interventi sul territorio con modifiche materiali, ed ulteriori installazioni di tecnologie : oggi non è più necessario modificare strade o segnaletica.

I nuovi mezzi si adattano alla realtà esistente. E le tecnologie consumer permettono già oggi di godere di una segnaletica virtuale Peer 2 Peer (basata su una realtà aumentata dinamica).