Manifesto dell’Innovazione (note)

Manifesto dell’Innovazione (note)

Oggi, a livello di prodotto finale, l’Innovazione non funziona: nel settore publbico sono state spese cifre enormi (insostenibili) ma la qualità di servizi (e delle Città in generale) è sempre peggiore; e nel Mercato i grandi Player  non sono in grado di sviluppare l’innovazione che oggi stanno sviluppando le piccole Start up.

Il problema è che “l’Innovazione” (del Prodotto finale) oggi fallisce i suoi obiettivi (creare un reale valore per l’utente, ed essere di per sé sostenibile). Ovvero oggi manca una riflessione una riflessione critica rispetto alla mancanza di risultati effettivi, e quindi si

continua imperterriti a procedere
CON LA STESSA FORMA MENTIS, LO STESSO PARADIGMA
CHE HA PRODOTTO I PROBLEMI CHE SI VOGLIONO RISOLVERE.

Nella migliore delle Ipotesi i progetti sono fine a se stessi poiché sono afflitti da un difetto di fabbrica (si basano su un paradigma errato) che non permette di creare un Valore “utile” (per l’utenza), e di sviluppare una reale “creatività” nelle modalità di produzione e distribuzione.

Ma Nella maggior parte dei casi i Progetti per la P.A. (Smart City, Mobility, ecc ….) non sono nemmeno più in grado di entrare in una fase pilota per mancanza di fondi

I Principi di base dell’Innovazione sostenibile

1. INNOVARE È TROVARE UNA SOLUZIONE PER UN PROBLEMA DELL’ESSERE UMANO

Per quanto riguarda il prodotto finale, innovare significa trovare una soluzione per la soddisfazione di un bisogno dell’uomo.

Ovvero:

IL FINE DELL’INNOVAZIONE È L’UOMO
(un miglioramento della qualità della vita delle persone).

2. L’ESSERE UMANO È IL CREATORE DELL’INNOVAZIONE

Se l’uomo è il fine dell’Innovazione,

una reale Innovazione si sviluppa solo
QUANDO L’ESSERE UMANO
(detentore dei bisongi da soddisfare)
È PROTAGONISTA DELL’IDEAZIONE DELLA SOLUZIONE.

Ciò vale anche per la Catena del valore, che deve essere radicalmente innovata tenendo rendendo protagoniste le persone coinvolte nei processi.

E’ necessario considerare che nella Storia l’innovazione (che abbia portato effettivi risultati positivi nel miglioramento della qualità della vita dell’uomo) è sempre avvenuta dal basso (dall’aratro all’aeroplano).

Ovvero le componenti “tecniche” di una soluzione, non costituiscono “innovazione”: la tencica (tecnologie) è solo uno strumento, un fattore abilitante.

Oggi le tecnologie disponibili sul Mercato hanno già raggiunto un livello di sviluppo sufficiente per soddisfare i bisogni più complessi – ciò vale anche per le Tecnologie consumer, a basso costo.

Ovvero non c’è bisogni di ulteriore evoluzione delle tecnologie: manca solo l’applicazione dell’ingegno umano ad esse.

3. L’INNOVAZIONE È UN CAMBIAMENTO RADICALE (un cambiamento del paradigma)

A monte di tutto vi è un equivoco sul significato di Innovazione: oggi si persegue una strada che non è affatto innovativa.

Innovazione non è miglioramento del prodotto (o del processo di sviluppo di esso):

Innovazione è un cambiamento radicale dell’esistente (un salto nell’evoluzione lineare del processo di miglioramento).

In particolare nelle epoche di disruption, di discontinuità rispetto all’evoluzione lineare della Storia – come è quella attuale – è necessario fare un salto di qualità nella definizione di strategie di sviluppo di soluzioni.

Il Problema è che oggi si continua a sviluppare progetti che si basano su una forma mentis superata.

Per innovare è necessario fare un passo indietro prima di farne uno avanti. Ovvero è necessario, a monte di tutto, ridefinire il Paradigma applicato.

Ciò vale sia per il prodotto finale che per la creazione/produzione del prodotto.

4. PER INNOVARE È NECESSARIO DOTARSI DI UNA VISION

Innovazione è un salto “nello sconosciuto”: si inizia un processo di cambiamento essendo privi di esperienza, senza avere chiari modelli di riferimento circa le caratteristiche prodotto finale (e del processo di sviluppo di esso).

E’ quindi necessario per lo meno avere una Vision che dia una direzione al processo: senza  una chiara Vision si procede “alla cieca”, e si si finisce per sviluppare progetti fine a stessi  (si sviluppa un loop: il processo non ha né una direzione, né solide basi, e quindi ripiega costantemente su se stesso).

Ciò avviene, perché in mancanza di un Vision (di una società migliorata dall’impatto prodotto dalla Soluzione) si porta l’attenzione su processi e strutture (sulle questioni tecniche)  e non sul fattore umano (per quanto riguarda la qualità del prodotto e la catena di sviluppo del valore).

Si noti l’importanza del fattore umano  a livello di produzione: tra le altre cose la Vision è indispensabile per mobilitare le energie necessarie al cambiamento radicale che una reale Innovazione  comporta (l’innovazione comporta, per le persone che operano nella Catena del valore, uno sforzo non indifferente: ovvero per poter attivare un processo di reale innovazione è necessario una Vision condivisibile).

La Vision è il futuro.
Darsi una Vision significa darsi un futuro.
Senza Vision non c’è futuro per le soluzioni.

Per quanto riguarda le soluzioni sviluppate per le P.A. (Smart City, Mobility, ecc …) è necessario avere una Vision chiara (e convincente per i Cittadini) di come possa essere lo scenario generale indotto dalla soluzione.

Solo in questo modo – coinvolgendo i cittadini nei cambiamenti – è infatti possibile innescare il processo virtuoso che porta ad una reale innovazione .

5. L’INNOVAZIONE È UN PROCESSO  DI CAMBIAMENTO COSTANTEMENTE IN PROGRESS

Le soluzioni in una fase di cambiamento  disruptive – come quella attuale – non possono essere definite in un sol colpo.

Ciò perché:

mancando chiari modelli di riferimento è necessario (oltre ad avere un Vision che dia la direzione al processo di cambiamento) “navigare a vista”,  effettuando un cambiamento e quindi –  step by step – valutando i risultati fino a quel punto ottenuti prima di porcedere.

essendo l’obiettivo dell’innovazione la soddisfazione di bisogni del pubblico, è necessario considerare che questi bisogni sono  un moving target (o meglio un mutant target).

Il fatto è che quando si applica un cambiamento (innovazione) si modifica tutto il sistema (di bisogni) su cui si interviene. Ovvero intervenendo in un sistema di tale complessità, (1) si ottengono risultati collaterali non previsti (che vanno corretti prima di sviluppare nuovi step). E (2) si creano nuovi bisogni da parte di utenti (che, grazie all’innovazione introdotta, raggiungono una nuova consapevolezza).

Ciò significa che per innovare è necessario creare strutture flessibili, adattabili sia per quanto riguarda le soluzioni, sia per quanto riguarda la produzione.

Il bluff dell’innovazione

Oggi i grandi Player del Mercato (e le Pubbliche Amministrazioni) non sono in grado di sviluppare  reale valore del prodotto finale (una reale innovazione), e devono quindi ricorrere “scorciatoie” per mantenersi in vita:  sostanzialmente sono costretti “accedere a finanziamenti pubblici”.

In questo modo essi, paradossalmente, lasciano liberi enormi spazi per le Start Up di piccole dimensioni.

Come indicato in altri documenti, ciò è dovuto all’attuale condizione del Mercato, nel quale si è sostituita la figura dell’Imprenditore con quella di Manager e Consulenti, i quali, in confronto all’Imprenditore mancano delle capacità di intuizione che permetteva ai business  di sviluppare Innovazione (valore per l’utenza).

[ vedi pag. “I problemi di Società e Mercato” ]

Le attuali strategie di Mercato hanno potuto avere successo poiché si sono creati bisogni (“artificiali” ) che hanno indotto  i consumatori ad “acquisti d’impulso”. Ma ora, nella attuale situazione di crisi economica, tale tipo di strategia tende a non funzionare più per mancanza di disponibilità alla spesa da parte dei consumatori (che ripiegano quindi su prodotti in grado di soddisfare bisogni reali).

Oggi tali strategie di Marketing “evoluto” hanno ancora un qualche successo laddove si affidano ai prestiti per i consumatori (muti, rateizzazioni, ecc …). Ma, come è accaduto in altri periodi, tale bolla è destinata a scoppiare.

Verso una soluzione

Oggi è possibile superare tale problema recuperando la capacità dell’Imprenditore di creare valore per il consumatore immedesimandosi nei suoi bisogni.

Ma oggi lo sviluppo delle ICT permette infatti di evolvere ulteriormente tale forma di sviluppo del Valore: oggi è possibile portare il Crowd dentro il processo di creazione del Valore del prodotto (definendo un business Crowd-driven).

[ vedi cap. “Crowd driven economy” nel doc.  “ Mobility 2.0: White Paper ]

 Si tratta di prendere in considerazione i nuovi Trend tecnologici e sociali (che attualmente si cerca di adattare a modelli superati): essi oggi non sono un’opzione, sono una impellente, ineluttabile richiesta di cambiamento dal basso.

Ovvero è necessario, a monte di tutto, prendere in considerazione fattori come la dimensione post-industriale – Industry 4.0, Makers, ecc …. – in cui siamo (oggi si ragiona ancora nei termini dell’Era industriale); o l’evoluzione del rapporto delle persone con il Mercato (“il Sistema” di Governance).

[ vedi Innova / ForeVision ]

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